Negli ultimi anni, l’export del Made in Italy ha mostrato segni di forte espansione, con mercati emergenti che si rivelano sempre più strategici per l’economia italiana. Secondo i dati recenti, gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato una crescita del 19,8%, seguiti dalla Turchia con un +9,3%, dal Messico con un +8% e dalla Cina con un +3,3%. Questi risultati evidenziano l’importanza di diversificare i mercati di esportazione, un tema sottolineato da Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, durante il Festival dell’Economia a Città del Messico.

Il Veneto, in particolare, si distingue per la sua resilienza e capacità di rilancio. Nel 2024, l’export verso i paesi emergenti ha raggiunto quasi 7 miliardi di euro, con una crescita dell’8,8% rispetto agli anni precedenti. I dati mostrano che l’export verso la Turchia è aumentato del 37,7% in due anni, mentre il Messico ha visto un incremento del 24,7%. Anche la Cina, dopo un periodo di difficoltà, torna a crescere con un +3,3%.

Tuttavia, nonostante i risultati positivi, ci sono ancora mercati da esplorare. India, Sudafrica e Indonesia, con incidenze sull’export totale rispettivamente dello 0,8%, 0,5% e 0,2%, rappresentano opportunità significative per il futuro. L’America Latina, in particolare, ha segnato un incremento notevole nella bilancia commerciale con il Veneto, con un +32,3% e un valore superiore ai 2 miliardi di euro. A guidare questa crescita sono stati paesi come il Messico (+24,7%), Panama (+23,8%), Venezuela (+21,6%), Paraguay (+58,8%) e Brasile (+4,8%).

In conclusione, l’export del Made in Italy, e in particolare quello del Veneto, si sta orientando verso mercati emergenti con potenzialità di crescita significative. La Turchia e gli Emirati Arabi Uniti si confermano come destinazioni strategiche, mentre l’attenzione verso l’India, l’America Latina e l’Estremo Oriente potrebbe aprire nuove strade per il successo del Made in Italy nel panorama globale. La sfida ora è continuare a investire in diplomazia commerciale e a rafforzare le relazioni con questi paesi per garantire un futuro prospero all’export italiano.

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