Gli Stati Uniti si trovano in una competizione cruciale per ottenere un predominio mondiale nell’intelligenza artificiale (IA). Con l’obiettivo di stabilire standard globali e ottenere significativi benefici economici e militari, il governo americano ha recentemente pubblicato un Piano d’azione sull’intelligenza artificiale. Questo piano si basa su tre pilastri fondamentali: accelerare l’innovazione, costruire le infrastrutture necessarie e esercitare una leadership nella diplomazia e sicurezza internazionale.
Un Piano Strategico con Riferimenti Geopolitici
Il Piano d’azione è stato redatto da figure chiave come Michael J. Kratsios, assistente del presidente per la scienza e la tecnologia, e David O. Sacks, consigliere speciale per l’intelligenza artificiale e le criptovalute, insieme a Marco Rubio, consigliere per la sicurezza nazionale. Gran parte dei rischi menzionati nel documento si riferiscono alla sicurezza e alla difesa, evidenziando la preoccupazione che gli Stati Uniti possano perdere la sfida con la Cina.
Il documento riflette chiaramente la visione geopolitica dell’amministrazione Trump, che mira a contenere e contrastare avversari come la Cina attraverso consessi multilaterali e rigorosi controlli alle esportazioni. Gli alleati sono incoraggiati a investire nella tecnologia americana, per evitare di cadere sotto l’influenza di potenze rivali.
Raccomandazioni e Innovazione
Il Piano contiene 103 raccomandazioni che dimostrano una profonda comprensione delle questioni cruciali. Tra queste, si sottolinea l’importanza dei modelli open source e la necessità di aumentare la spiegabilità degli output dell’IA, riducendo i rischi di utilizzi non prevedibili, specialmente in ambito militare. Viene data grande enfasi alla formazione e alle competenze, sia nel settore pubblico che privato, con particolare attenzione al settore della difesa.
La strategia si concentra sull’accelerazione dell’innovazione, con 58 azioni suggerite per il primo pilastro. Ciò include l’adeguamento del sistema energetico per supportare i data center e la produzione di semiconduttori, semplificando licenze e permessi, anche a discapito delle normative ambientali.
Regolamentazione e Controllo
Il Piano non menziona esplicitamente l’AI Act europeo, suggerendo che gli Stati Uniti non intendono assumere un ruolo attivo nella regolamentazione europea, ma piuttosto mirano a semplificare le proprie normative per favorire l’innovazione. Si richiede anche di azzerare i fondi federali per gli stati che introducono restrizioni sull’IA, mentre si tollerano interventi normativi che non ostacolano l’innovazione.
Inoltre, il Piano si oppone ai modelli di IA che non rispettano la libertà di opinione e che veicolano “agende politiche di ingegneria sociale”, escludendoli dai contratti con l’amministrazione federale.
La Reazione Europea e la Necessità di Adattamento
Il Piano di intelligenza artificiale degli Stati Uniti rappresenta un campanello d’allarme per l’Europa, che rischia di rimanere indietro in questa corsa. Se l’Europa desidera avere un ruolo significativo, è fondamentale che riveda le proprie strategie e si adatti rapidamente, aumentando la propria velocità di innovazione.
In conclusione, il Piano d’azione sull’intelligenza artificiale degli Stati Uniti non è solo un atto politico, ma un documento strategico che evidenzia la determinazione americana a mantenere il primato nell’IA. La risposta europea a questa sfida sarà cruciale per il futuro della tecnologia e della competitività globale.

