
Al Meeting di Rimini, uno degli eventi più attesi è stato dedicato alla transizione energetica e, in particolare, alla sfida delle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer). Questo modello innovativo promette di trasformare il rapporto tra cittadini, imprese, istituzioni e produzione di energia. Nonostante le Cer in Italia siano ancora lontane dall’obiettivo previsto dal Pnrr, con solo 4.930 domande di contributo per una potenza complessiva di circa 440 MW, c’è un crescente interesse e impegno da parte degli operatori del settore e dei cittadini.
L’incontro “Comunità energetiche rinnovabili: stato dell’arte ed esempi concreti” ha riunito esperti, amministratori, imprenditori e rappresentanti di aziende per discutere lo stato attuale e le prospettive future delle Cer. Franco Cotana, amministratore delegato di Rse, ha sottolineato che per la prima volta i cittadini possono diventare produttori e protagonisti della transizione energetica, definendola una rivoluzione sociale prima che energetica. Cotana ha evidenziato che in un solo anno il numero di comunità attive è passato da poche decine a oltre 630, con circa 1.200 in fase di costituzione.
Silvia Chiassai Martini, presidente della Fondazione Cer Italia e sindaco di Montevarchi, ha raccontato l’esperienza del suo comune, che ha iniziato a sperimentare il modello nel 2021 attraverso un partenariato pubblico-privato. Grazie a questa collaborazione, il comune ha potuto realizzare impianti per 1,9 MW di potenza senza spendere un euro, riducendo le bollette e generando ritorni economici per la comunità. La Fondazione Cer Italia è diventata un modello nazionale, semplificando le procedure e permettendo a chiunque di partecipare senza rischi economici.
Nicola Gherardi, presidente della comunità energetica di Confagricoltura, ha evidenziato come gli agricoltori, primi a subire gli effetti del cambiamento climatico, siano anche i principali protagonisti della transizione energetica. Le Cer rappresentano per loro un’opportunità di investimento e un modo per restituire valore ai territori e rafforzare le comunità rurali. Tuttavia, Gherardi ha sottolineato la necessità di semplificare le procedure autorizzative per evitare ritardi che potrebbero compromettere l’adesione alle scadenze del PNRR.
Fabrizio Iaccarino, responsabile Affari istituzionali Italia di Enel, ha spiegato il ruolo duplice dell’azienda: da un lato, sostiene la nascita delle comunità energetiche, aiutando cittadini e imprese a costituirle e gestirle; dall’altro, come distributore di rete, abilita fisicamente la connessione degli impianti. Iaccarino ha fornito dati impressionanti, mostrando come la transizione energetica sia diventata diffusa e partecipata, con quasi 2 milioni di piccoli produttori di energia in Italia. Per Enel, le Cer rappresentano uno straordinario strumento di solidarietà e sostenibilità, capace di incidere concretamente sul sistema energetico, soprattutto se collegate al terzo settore.
