
I truffatori, sempre più abili nell’uso dell’intelligenza artificiale, erodono i bilanci pubblici e minano la fiducia nei confronti delle istituzioni. Tuttavia, una ricerca globale di Coleman Parkes per SAS rivela che i governi stanno pianificando ingenti investimenti in IA e GenAI per contrastare frodi, sprechi e abusi (FWA) e recuperare efficienza nei programmi pubblici.
Quasi tutti i 1.100 responsabili pubblici intervistati riportano attacchi fraudolenti abilitati dall’IA, in aumento nel 70% dei casi negli ultimi cinque anni. I criminali sfruttano strumenti basati su IA per generare identità sintetiche, campagne di phishing iper‑personalizzate e malware elusivi, causando perdite rilevanti: una gestione efficace delle FWA potrebbe ridurre i costi pubblici fino al 16%.
Nonostante l’urgenza riconosciuta dall’85% degli intervistati, molte amministrazioni soffrono di carenze: scarse competenze analitiche (48%), tecnologie inadeguate (40%) e limitazioni di budget (24%), con solo il 10% che dichiara di possedere tutti gli strumenti necessari.
L’adozione dell’IA è destinata però ad accelerare: oggi circa metà delle amministrazioni utilizza strumenti IA per contrastare le FWA e poco più di un quarto impiega GenAI; entro due anni il 97% prevede di ricorrere all’IA generativa. L’uso crescente di network analysis, dati sintetici, large language model e digital twin promette miglior rilevamento delle frodi, prioritizzazione degli alert e maggiore efficienza operativa, indicata come principale beneficio dal 57% degli utenti.
Gli esperti sottolineano però l’importanza di un impiego responsabile dell’IA: supervisione umana, protezione della privacy e sicurezza dei dati restano priorità fondamentali per garantire integrità e tutela dei cittadini. Il report include raccomandazioni pratiche e casi concreti di soluzioni antifrode basate su IA.
