L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) aggiorna il rapporto Renewables 2025: prevede un aumento della capacità rinnovabile globale di circa 4.600 GW entro il 2030, pari alla somma della capacità di Cina, UE e Giappone. Il fotovoltaico guiderà la crescita (circa 80% dell’aumento nei prossimi cinque anni), affiancato da eolico, idroelettrico, bioenergia e geotermia.

Nonostante la spinta a favore dei combustibili fossili promossa dalla presidenza USA, l’impatto è principalmente domestico: le previsioni globali sono state riviste lievemente al ribasso (-5% rispetto al 2024). Negli Stati Uniti la crescita attesa è quasi dimezzata, mentre nell’UE è leggermente rialzata grazie ai grandi impianti fotovoltaici e ai PPA in Germania, Spagna, Italia e Polonia. La Cina rimane protagonista, contribuendo quasi il 60% della crescita e potendo raggiungere gli obiettivi 2035 con cinque anni di anticipo.

Le aziende del settore mantengono alta la fiducia e hanno confermato o aumentato gli obiettivi al 2030; l’unica eccezione significativa è l’eolico offshore, con prospettive inferiori (~-25%) per problemi politici, colli di bottiglia nelle forniture e costi crescenti.

Globalmente la capacità rinnovabile raggiungerà circa 2,6 volte i livelli del 2022 entro il 2030, restando però sotto l’obiettivo di triplicazione fissato alla COP28. Per colmare il divario servono politiche più forti: certezza normativa, autorizzazioni più rapide, maggiori investimenti nelle reti e nella flessibilità, e riduzione dei rischi finanziari.

Sfide industriali: produttori di pannelli e turbine hanno registrato perdite significative nonostante le installazioni record. In Cina i prezzi solari sono crollati oltre il 60% dal 2023, comprimendo i margini al -10% e generando perdite per quasi 5 miliardi di dollari dall’inizio del 2024; produttori eolici fuori Cina hanno subito perdite cumulate di 1,2 miliardi.

L’IEA sottolinea la necessità di attenzione su catene di approvvigionamento e integrazione di rete. Esempi come la Spagna mostrano sia criticità sia benefici: oggi prezzi elettrici tra i più bassi d’Europa grazie alle rinnovabili.

Produzione ed emissioni: la generazione elettrica rinnovabile aumenterà del 60% (da 9.900 TWh nel 2024 a 16.200 TWh nel 2030) e supererà il carbone entro la fine del 2025 (o entro metà 2026). La quota rinnovabile passerà dal 32% (2024) al 43% (2030); le rinnovabili variabili saliranno al 27%. Tra 2025 e 2030, oltre il 90% della crescita della domanda elettrica sarà coperta da rinnovabili.

Impatto sulla sicurezza energetica: dall’incremento rinnovabile dal 2010 sono stati evitati importazioni addizionali di carbone e gas (riduzioni stimate: 700 milioni t di carbone, 400 miliardi m³ di gas) con un risparmio cumulato di circa 1,3 trilioni di dollari.

Dati Ember (paralleli all’IEA): per la prima volta le rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone (5.072 TWh vs 4.896 TWh del carbone). Nella prima metà del 2025 la domanda elettrica è cresciuta del 2,6% (+369 TWh); il solare ha coperto l’83% di questo incremento. Carbone e gas sono lievemente calati, portando a una riduzione delle emissioni del settore energetico dello 0,2%.

Conclusione: le rinnovabili sono in rapida ascesa e iniziano a sostituire i fossili, ma per raggiungere gli obiettivi climatici occorrono politiche più ambiziose e interventi su norme, rete, investimenti e stabilità finanziaria dei produttori.

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