
Il ministro del Made in Italy ha dichiarato lo stato di emergenza per la moda, invitando a misure più incisive contro il fast fashion. Il settore è in crisi: aggravato da scandali di illegalità nella filiera (recentemente coinvolto il Gruppo Tod’s) e dalla concorrenza dell’ultra fast fashion (Shein, Temu). Il ministro Adolfo Urso ha convocato Confindustria, Camera Nazionale della Moda Italiana e Fondazione Altagamma: domani, 15 ottobre, è prevista una riunione per definire interventi a tutela del Made in Italy e per contrastare l’ondata di importazioni a basso prezzo.
Urso denuncia una doppia minaccia — dazi alle esportazioni verso gli USA e concorrenza estera — e problematiche interne legate allo sfruttamento in filiera. Incontro anche con Diego Della Valle (Tod’s) per collaborare su soluzioni governative. È in preparazione un provvedimento legislativo volto a proteggere artigiani e produttori e a ripristinare la legalità ambientale e sociale nella moda.
Alla riunione parteciperanno Confindustria Moda, Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma, Confartigianato Moda e CNA Moda. Le richieste principali includono la rimozione dell’esenzione dai dazi per i pacchi sotto i 150 euro (che facilitano l’ingresso del fast fashion) e l’istituzione di un ente terzo per la certificazione della legalità di filiera. Urso ha insistito sull’urgenza di interventi legislativi immediati per proteggere il patrimonio di eccellenza, creatività e occupazione dell’Italia.
