Durante Ecomondo, sono stati presentati gli highlights dello studio annuale di ASSOAMBIENTE, evidenziando l’importanza di trasformare il primato ambientale italiano in un vantaggio competitivo. Sebbene l’Italia si posizioni come leader in economia circolare, la mancanza di una strategia industriale concreta rischia di compromettere il suo potenziale.

Il Rapporto “L’Italia che Ricicla 2025” sottolinea che l’utilizzo circolare della materia si attesta al 20,8%, ben superiore alla media europea (11,8%). Tuttavia, solo un quinto dell’economia italiana è realmente circolare, mentre l’80% operante in modo lineare continua a dipendere da importazioni di risorse.

Sul fronte dei rifiuti speciali, che costituiscono la maggior parte dei rifiuti in Italia, il 73% viene riciclato. Questo rappresenta un’opportunità significativa per spingere il Paese verso la decarbonizzazione e la competitività. Si stima che gli investimenti debbano aumentare di quasi 3,3 miliardi di euro all’anno per raggiungere gli obiettivi europei.

ASSOAMBIENTE propone una strategia su tre direttive: migliorare i criteri di End of Waste, aumentare gli appalti verdi e incentivare l’utilizzo di materie prime riciclate. Inoltre, è atteso un nuovo “Circular Economy Act” a livello europeo entro il 2026, mirato a creare un mercato unico per le materie prime seconde.

Chicco Testa, presidente di ASSOAMBIENTE, conclude sottolineando che il riciclo è il nuovo Made in Italy, integrando sostenibilità, innovazione e competitività, ma richiede un salto di scala e una strategia industriale chiara.

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