
Questi non sono tifosi: sono teppisti. La Roma merita altro.
di Michele Grillo, Presidente dell’Associazione AS Tifosi Roma
Oggi il calcio italiano è stato costretto ancora una volta a confrontarsi con una violenza che nulla ha a che vedere con la passione sportiva. Sull’autostrada A1, nei pressi di Casalecchio di Reno, un gruppo di circa duecento individui riconducibili alle tifoserie di Roma e Fiorentina ha dato vita a scontri vergognosi, utilizzando caschi, mazze e altri oggetti contundenti, bloccando il traffico e mettendo a rischio la sicurezza di famiglie e automobilisti. Scene che non appartengono al calcio, né alla nostra città, né alla nostra storia.

Ciò che rende quanto accaduto ancora più grave è che neanche la morte del Presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha fermato questi teppisti. Mentre in tutti gli stadi di Serie A si osservava un minuto di raccoglimento per onorare la sua scomparsa, simbolo di rispetto e unità del mondo del calcio, questi individui sceglievano invece la strada della violenza. Un contrasto che ferisce e indigna, perché dimostra quanto lontani siano dal significato stesso di sport, memoria e comunità.
Come Presidente dell’Associazione AS Tifosi Roma, movimento che da anni si impegna per un tifo sano, inclusivo e responsabile, condanno con assoluta fermezza quanto accaduto. Chi oggi ha scelto di travisarsi, fermare le auto e affrontarsi con armi improprie non è un tifoso: è un teppista. E i teppisti non rappresentano la Roma, non rappresentano i romanisti, non rappresentano nessuno se non sé stessi. Il tifo è un’altra cosa: è passione, appartenenza, solidarietà, rispetto. È ciò che ogni giorno costruiamo con il nostro impegno contro bullismo, violenza di genere, discriminazioni e disuguaglianze, dentro e fuori dagli stadi.
Desidero ribadire con forza che AS Tifosi Roma è e sarà sempre dalla parte delle Forze dell’Ordine. Siamo al fianco della Polizia Stradale, della Digos e di tutti gli operatori che oggi sono intervenuti per evitare conseguenze ancora più gravi. Il loro lavoro, spesso silenzioso e sempre rischioso, è ciò che permette a migliaia di famiglie di vivere lo sport in sicurezza. A loro va il nostro sostegno pieno e incondizionato. Chiediamo che i responsabili di questi scontri vengano identificati e allontanati dagli stadi, perché chi sceglie la violenza non può condividere gli stessi spazi di chi ama davvero il calcio.
La Roma merita tifosi che la onorino, non che la trascinino nel fango. Merita una comunità che sappia essere esempio, non problema. Come AS Tifosi Roma continueremo a lavorare ogni giorno per promuovere un modello di tifo positivo, inclusivo e rispettoso, che unisca e non divida, che costruisca e non distrugga. Il calcio deve tornare a essere un luogo di incontro, non di scontro. E noi saremo sempre in prima linea per difendere questa visione.
