
Enrico Giovannini di ASviS riconosce la leadership dell’Italia nella economia circolare, ma sottolinea la necessità di migliorare la governance con regole uniformi sul territorio e di puntare sull’innovazione per raggiungere i target UE.
Uno degli elementi chiave è il deposito cauzionale per contenitori in plastica, alluminio e vetro, il cui studio del 2025 ha mostrato effetti positivi nei Paesi che lo hanno adottato; oggi esiste una proposta di legge in Parlamento. Giovannini evidenzia però criticità: definizioni regionali divergenti su ciò che è rifiuto o materia prima seconda, inefficienze della pubblica amministrazione nella raccolta differenziata e forti differenze nel coinvolgimento dei cittadini.
Un mercato europeo unico delle materie seconde e definizioni omogenee faciliterebbero economie di scala e riciclo. Infine, il blocco del negoziato internazionale sul trattato sulla plastica ostacola ulteriormente i progressi, nonostante i passi avanti compiuti dall’Italia.
