
La filiera del cemento e del calcestruzzo chiede riconoscimento e tutela nelle strategie industriali nazionali. Durante il confronto al MIMIT, Federbeton ha ribadito la rilevanza del settore per l’economia italiana, mettendo in luce gravi asimmetrie competitive che penalizzano le imprese nazionali.
Negli ultimi anni le importazioni extra‑UE di cemento sono cresciute oltre l’800%, un trend che minaccia la produzione italiana soggetta a normative ambientali più severe rispetto ai concorrenti esteri. Federbeton chiede accesso a strumenti finanziari per la transizione ecologica, evidenziando l’urgenza di includere il comparto nelle compensazioni dei costi indiretti dell’ETS e nel Temporary Decarbonisation Fund.
Le proposte principali sono:
Applicazione rigorosa del CBAM con controlli doganali stringenti per prevenire pratiche elusive e tutelare la concorrenza leale.
Valorizzazione del Made in Europe negli appalti pubblici, premiando materiali prodotti sotto standard ETS per favorire investimenti a bassa impronta carbonica.
Federbeton sostiene un modello di edilizia sostenibile e efficienza energetica, ma avverte che la transizione ecologica non può diventare motivo di deindustrializzazione: senza misure di salvaguardia nazionali, il rischio è la sostituzione del cemento italiano con prodotti esteri meno controllati, vanificando gli sforzi climatici europei.
