
Il 2026 apre con un design sempre più trasversale, dove i confini tra gli ambienti domestici si sfumano e il Made in Italy conferma il suo ruolo d’innovazione. Le aziende del settore delineano tendenze comuni: spazi essenziali ma evoluti, attenzione a sostenibilità, durabilità e comfort quotidiano.
Per Riccardo Gava (Ideagroup) il bagno diventa sistema integrato che dialoga con l’architettura della casa: modularità, finiture di qualità e cura del dettaglio per coniugare funzionalità ed eleganza (es. il progetto Wall). Nicola De Pellegrini sottolinea il bisogno di equilibrio tra tecnologia invisibile e materia tattilе: superfici calde, lavorazioni artigianali e semplicità formale creano un linguaggio contemporaneo ma umano. Cresce inoltre il valore di spazi più raccolti, flessibili e duraturi, pensati per essere riparati e adattati nel tempo.
Nel settore cucina, Scic interpreta il 2026 come il passaggio dal prodotto al sistema di valori: integrazione di sostenibilità, tecnologia e identità di marca. Il Gruppo Gabel evidenzia per la biancheria domestica la domanda di design, performance e trasparenza delle filiere, confermando l’importanza della produzione italiana per qualità distintiva.
Infine, in un contesto geopolitico ed economico complesso, Linea Light Group indica la necessità di presenza globale e soluzioni verticali: vicinanza al cliente, produzioni localizzate e collezioni specializzate per rispondere a mercati diversificati e progetti high‑end.
