Nel mese di ottobre 2025, l’ISTAT ha aggiornato la classificazione dei Sistemi Locali di Lavoro (SL) al 2021, seguendo le linee guida metodologiche europee già definite. La nuova geografia divide il territorio nazionale in 515 aree funzionali, arricchendo il quadro produttivo locale. L’analisi dei Sistemi Locali si basa sulla specializzazione produttiva e offre strumenti utili per interpretare i dati statistici, pianificare investimenti e sviluppare politiche pubbliche locali. I 515 SL sono stati suddivisi in 4 profili principali e 17 gruppi. In particolare, 156 SL si concentrano sul “Made in Italy”, 111 sono manifatturieri dell’industria pesante, mentre 124 SL sono non manifatturieri. Un ulteriore 124 SL non mostrano specializzazioni significative. I Sistemi Locali del “Made in Italy” rappresentano il 23,6% della popolazione italiana e producono il 23,3% del valore aggiunto del settore. Gli SL dell’industria pesante occupano il 26,5% degli addetti e generano un quarto del valore aggiunto nazionale. I SL non manifatturieri, incluse le grandi città, coprono il 38,8% della popolazione e producono quasi la metà del valore aggiunto totale. L’analisi evidenzia che gli SL urbani ad elevata specializzazione generano il maggiore valore aggiunto. Ci sono notevoli differenze tra i Sistemi Locali del Mezzogiorno e quelli del Centro-Nord riguardo alla dimensione delle unità locali e alla produttività del lavoro. La classificazione dei 515 SL rivela che la prima classe comprende i Sistemi del “Made in Italy”, in cui risiede circa un quarto della popolazione e che produce il 23,3% del valore aggiunto. Questi SL si concentrano maggiormente nelle regioni centro-settentrionali. In termini di specializzazione, il secondo profilo è quello delle manifatture dell’industria pesante, con una forte presenza di settori come la metallurgia e la chimica. I SL non manifatturieri includono i poli urbani e coprono la quota maggiore di popolazione e valore aggiunto. Infine, i Sistemi non specializzati mostrano un apporto limitato all’economia nazionale.

L’aggiornamento dell’Istat offre un quadro più chiaro della specializzazione produttiva e delle dinamiche economiche locali, fondamentali per lo sviluppo e l’attrazione di investimenti. Il “Made in Italy” continua a rappresentare un elemento chiave nel tessuto economico nazionale, contribuendo significativamente alla competitività e innovazione del paese.

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