
Il Consiglio regionale del Veneto ha recentemente approvato una mozione proposta da Coldiretti Veneto, mirata a modificare la disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Questa decisione rappresenta un’importante azione per rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire maggiore trasparenza per i consumatori. Questo atto politico significativo svolge un ruolo cruciale nel contrastare l’inganno riguardo all’origine dei prodotti, una pratica che danneggia gli agricoltori e il sistema agroalimentare nel suo complesso. Da oltre 25 anni, Coldiretti si impegna attivamente su questo fronte, ottenendo risultati notevoli, come l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine per molte filiere. Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, sottolinea che la difesa dell’origine non è solo una questione di categoria, ma un fondamentale diritto di trasparenza e giustizia. “I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola”, afferma Salvan, mentre gli agricoltori meritano di non essere soggetti a concorrenza sleale. L’approvazione della mozione segnala un sostegno decisivo per una riforma che non può più essere rinviata. Il Consiglio si propone di rivedere la normativa doganale attuale, contenuta nel regolamento (UE) n. 952/2013, che identifica l’origine del prodotto basandosi sull’ultima fase di lavorazione. Questo criterio crea ambiguità e distorsioni, permettendo a prodotti stranieri, come i petti di pollo panati in Italia, di essere etichettati come Made in Italy. Con questa approvazione, il Consiglio del Veneto si impegna a farsi promotore di una revisione della normativa europea per escludere i prodotti agricoli e alimentari dal codice doganale, adottando come unico criterio il luogo reale di provenienza delle materie prime. Salvan conclude affermando che la collaborazione con la Regione Veneto rafforza ulteriormente la petizione popolare di Coldiretti, già sostenuta da oltre un milione di firme. Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, auspica che tutte le amministrazioni comunali abbraccino con forza la stessa iniziativa, approvando la mozione nei rispettivi consigli comunali, per consolidare la lotta per una maggiore trasparenza nel settore agroalimentare.
