Nonostante la riapertura formale, centinaia di navi sono ancora ferme o in attesa, e i costi di trasporto e assicurazione continuano a crescere. Per le filiere di prodotti freschi, come l’ortofrutta italiana, questi ritardi possono comportare gravi perdite economiche.

Guido Grimaldi, presidente di Alis, ha espresso grande preoccupazione per i circa 30.000 marittimi bloccati, molti dei quali italiani. Il rischio di un blocco del settore logistico potrebbe avere ripercussioni sull’intero comparto produttivo, che dipende dal flusso delle merci.

Nonostante le difficoltà, il Golfo Persico rimane un mercato strategico per il Made in Italy. Secondo il rapporto Italian Maritime Economy 2025 del Centro Studi Srm, l’interscambio con sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo ha generato un surplus di circa 10 miliardi di euro. Le esportazioni italiane hanno raggiunto i 18,4 miliardi di euro, mentre le importazioni sono scese a 8,4 miliardi di euro.

L’export agroalimentare, in particolare dell’ortofrutta, continua a crescere, rispondendo alla crescente domanda di prodotti freschi di alta qualità. Negli Emirati Arabi Uniti, gli scambi alimentari con l’Italia hanno toccato quasi 344 milioni di euro, con un aumento del 6% nell’ultimo anno.

Tuttavia, la crisi nello Stretto ha anche impattato la filiera logistica nazionale. La FIAP segnala che l’aumento del prezzo del gasolio ha generato circa 80 milioni di euro di eccedenze in una sola settimana per il trasporto su strada, con prezzi nazionali sopra 2 euro al litro. Alessandro Peron, segretario generale FIAP, avverte che i costi del carburante rappresentano fino al 40% delle spese operative, rischiando di diventare una spesa strutturale che ricadrà su tutta la filiera.

Il decreto Legislativo 286/2005, modificato nel 2022, consente l’adeguamento automatico dei contratti di trasporto in caso di variazioni significative del prezzo del gasolio, ma molte aziende non applicano questa clausola, esponendosi a difficoltà finanziarie. Senza una protezione adeguata, i costi operativi possono variare drasticamente, rendendo necessaria una gestione attenta della logistica, specialmente per le merci deperibili.

Grimaldi conclude che la sicurezza dei marittimi e la stabilità della logistica sono condizioni imprescindibili per tutelare le esportazioni italiane, in particolare quelle di prodotti deperibili. Recentemente, Italia, Germania e Regno Unito hanno comunicato il loro impegno a garantire la sicurezza nello Stretto, lavorando insieme per proteggere le navi commerciali contro le crescenti minacce dell’Iran e sottolineando l’importanza della libertà di navigazione.

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