
Nel contesto di un panorama digitale europeo in rapida evoluzione, il percorso verso la sostenibilità sembra attraversare una fase di stagnazione, come evidenziato dal quadro normativo comunitario del 2025. Secondo l’osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano, delle quattordici iniziative significative promosse dalla Commissione Europea, la maggior parte si è concentrata sul rafforzamento dell’ecosistema tecnologico, mentre i criteri ambientali, sociali e di governance hanno visto un allentamento delle normative, riducendo gli obblighi per le aziende e attenuando le misure contro il greenwashing.
Un’analisi della maturità imprenditoriale in Italia rivela una forte propensione all’investimento, accompagnata da scarsa collaborazione tra i dipartimenti. Sebbene quasi l’80% delle aziende punti su innovazione digitale e sostenibilità, gli approcci tendono a rimanere isolati. Meno della metà delle imprese consente ai principi di sostenibilità di guidare le scelte strategiche in ambito tecnologico, e solo il 6% ha un professionista dedicato a gestire la sinergia tra questi due ambiti.
L’integrazione tra digitale e ambiente appare prevalentemente motivata dalla necessità di conformarsi alle normative o da un immediato ritorno economico. Tre imprese su quattro stanno rivedendo i propri processi in chiave green, utilizzando strumenti digitali per monitorare i risultati, ma la collaborazione interna rimane sporadica e spesso basata su soluzioni temporanee.
Un capitolo cruciale del rapporto riguarda la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e il suo elevato costo energetico. Nel 2025, circa il 67% degli utenti di Internet utilizzerà questi sistemi, ma una singola richiesta può consumare fino a otto volte l’energia di una ricerca standard su Google. È quindi fondamentale che gli utenti siano consapevoli dell’impatto ambientale delle proprie scelte tecnologiche.
In ambito startup, oltre mille realtà digitali si dedicano oggi alla sostenibilità, focalizzandosi principalmente su aspetti sociali e sanitari. Tuttavia, molte di queste operano secondo una logica di efficientamento delle risorse, trascurando tematiche importanti come la biodiversità e l’etica d’impresa.
Sul fronte dei consumi, la sensibilità degli italiani verso le questioni ambientali è in aumento: il 67% riconosce la rilevanza dei temi ambientali nella vita quotidiana e due terzi degli acquisti online sono già influenzati da atteggiamenti volti a ridurre l’impatto ambientale delle transazioni.
