Economia green
Economia green

Al terzo convegno annuale dell’Osservatorio riciclo e rifiuti di Agici a Milano, il caso della gestione dei rifiuti di Livorno è diventato un punto di riferimento nazionale. L’amministratore unico di Aamps Aldo Iacomelli ha dimostrato come la governance interamente pubblica tramite in house providing sia la scelta più efficace per contrastare la speculazione finanziaria a breve termine, garantendo una sostenibilità economica ambientale e sociale profondamente radicata nel territorio.

La gestione pubblica genera un valore straordinario per le comunità locali. Infatti ogni posto di lavoro diretto nell’in house attiva un indotto di circa tre virgola cinque lavoratori nell’economia locale, trasformando l’investimento nel servizio pubblico in ricchezza diffusa che non viene sottratta a vantaggio di capitali esterni.

Per valutare il reale impatto dell’economia circolare occorre superare il limite della semplice raccolta differenziata. Nel duemilaventiquattro a fronte di un sessantasette virgola sette per cento di raccolta differenziata in Italia il tasso di riciclo effettivo si è fermato al cinquantadue virgola tre per cento. Per colmare questa distanza è necessario adottare metriche più mature:

  1. Il tasso di riciclo effettivo per frazione per misurare quanta materia viene realmente recuperata.

  2. Il tasso di impurità merceologica per valutare la pulizia dei flussi raccolti.

  3. La produzione pro capite di indifferenziato che premia la reale prevenzione e riduzione dei rifiuti alla fonte.

Sul piano dell’innovazione la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale non devono essere fini a se stesse né controllate da algoritmi privati opachi ad alto consumo energetico. La tecnologia deve essere governata dall’intelligenza naturale intesa come cooperazione collettiva e sviluppo di competenze umane per il bene comune.

La strategia ideale unisce una pianificazione industriale su larga scala a livello di Ambito territoriale ottimale con una forte azione locale e prossimità al cittadino. Mantenere i servizi pubblici essenziali sotto il controllo della collettività difende il benessere reale delle comunità impedendo che il valore generato venga drenato da grandi fondi finanziari lontani dall’economia reale.

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