Andamento delle Esportazioni Italiane
Il Made in Italy dimostra una buona tenuta pur in un contesto di appesantimento della competitività di prezzo, condizionata dal rafforzamento dell’euro:
Economie Avanzate:
Stati Uniti: Espansione al 2,3% nel 2026 (rispetto al 2,1% del 2025), prima di riallinearsi al 2,1% nel 2027.
Area Euro: In rallentamento all’1,1% nel 2026 (da 1,4% nel 2025), con un timido recupero all’1,2% nel 2027.
Italia e Francia: Stabilità del PIL, stimato rispettivamente a +0,5% e +0,9% nel biennio.
Regno Unito e Giappone: Flessione significativa; il PIL britannico scende all’0,8% nel 2026, mentre quello giapponese rallenta allo 0,7% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027.
Paesi Emergenti e Asia:
Economie emergenti: Decelerazione generale con un PIL al +3,9% nel 2026 (in calo dal 4,4% del 2025).
Cina e India: L’Asia si conferma il vero motore globale. La Cina attesta la crescita al 4,4% nel 2026, mentre l’India mantiene la leadership mondiale stabilizzandosi al 6,5%.
Altre Regioni:
Medio Oriente: Forte contrazione dovuta ai conflitti (1,9% nel 2026 da 3,6%), con un forte rimbalzo previsto per il 2027 (4,6%).
America Latina: Stabile al 2,3% nel 2026, sostenuta dalla ripartenza del Messico (1,6%).
Andamento delle Esportazioni Italiane
Il Made in Italy dimostra una buona tenuta pur in un contesto di appesantimento della competitività di prezzo, condizionata dal rafforzamento dell’euro:
I numeri del 2025: L’export merci è cresciuto del 3,3% (superando Germania e Francia), trainato per oltre il 70% dai beni di consumo (+6,4%).
I settori chiave:
Farmaceutica: Protagonista assoluta con un balzo del +28,5% (valore prossimo ai 70 miliardi di euro), coprendo il 6,43% del mercato globale.
Meccanica: Substrato solido a 99,5 miliardi di euro, posizionando l’Italia al quinto posto mondiale.
Settori in calo: Moderate flessioni per abbigliamento (-1,9%) e chimica (-1,1%).
Avanzo commerciale (Gennaio-Aprile 2026): Le vendite estere sono aumentate del 3,2%, spingendo il surplus commerciale oltre i 15 miliardi di euro.
Destinazioni di SBOCCO e Struttura Aziendale
L’Unione Europea assorbe la quota maggioritaria dell’incremento dell’export (65%), seguita dal valore strategico dell’America del Nord (23,6%), guidata dagli USA. Più deboli o negativi i flussi verso Asia orientale e America Centro-Meridionale.
Identikit delle Imprese Esportatrici
Dimensioni: Le grandi imprese generano il 51,8% dell’export totale, guadagnando terreno su PMI e microimprese.
Presenza multinazionale: Le aziende a controllo italiano (38,8%) e quelle a capitale estero (36,9%) guidano quasi l’80% dei flussi.
Propensione all’export: La quota media sul fatturato si attesta al 30,6%, salendo al 32% tra le medie e grandi realtà manifatturiere.

