Il Made in Italy non è un privilegio acquisito, ma un vantaggio competitivo fondato su competenze e filiere che richiede una continua trasformazione. In un contesto globale segnato da cambiamenti tecnologici, demografici e geopolitici, l’attrattività del marchio italiano non può rimanere statica: la tradizione industriale è un punto di partenza, non una rendita passiva.

Per mantenere competitività in Italia e in Europa, il tessuto produttivo e l’artigianato italiano devono ridefinire il concetto di attrattività. Oggi i mercati internazionali e le giovani generazioni orientano le proprie scelte non solo sull’utilità del prodotto, ma su posizionamenti etici, sostenibilità ecologica e modelli di business digitali. Per le imprese, adattarsi a questi nuovi valori è ormai un passaggio obbligato.

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