BARI – Il Console Onorario della Repubblica Ceca per la Puglia, Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, esprime grande soddisfazione e vivo apprezzamento per la discesa in campo della holding industriale ceca CE Industries nella gara internazionale per l’acquisizione dell’ex Ilva.

La holding di Praga, colosso diversificato attivo nei settori ferroviario, energetico e del riciclo delle materie prime, si aggiunge così ai player internazionali Jindal e Flacks Group, e alla cordata italiana coordinata da Federacciai, ampliando e qualificando ulteriormente il confronto sul futuro del sito siderurgico di Taranto.

La dichiarazione del Console Riccardo Di Matteo:

“Accolgo con estremo favore ed entusiasmo la notizia dell’interesse manifestato dal gruppo ceco CE Industries per l’ex Ilva. Si tratta di una realtà industriale di primissimo livello in Europa, la cui partecipazione alla gara internazionale dimostra non solo la centralità strategica del polo siderurgico pugliese, ma anche la solidità dei rapporti industriali tra la Repubblica Ceca e l’Italia.

In linea con quanto auspicato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, l’obiettivo prioritario deve essere quello di salvare l’Ilva, disinnescando una potenziale bomba sociale e produttiva per il territorio pugliese e per l’intero Paese. Le competenze di CE Industries, in particolare nell’economia circolare, nel riciclo e nell’efficienza energetica, potrebbero offrire soluzioni ad altissimo valore tecnologico e di sostenibilità ambientale, elementi cruciali per il rilancio dello stabilimento.

Come Consolato Onorario in Puglia, continueremo a seguire da vicino l’evoluzione del dossier, pronti a favorire e supportare ogni sinergia che possa garantire sviluppo economico, salvaguardia dei livelli occupazionali e tutela della salute per la nostra regione”.

L’evoluzione della procedura e l’esame delle manifestazioni di interesse saranno al centro del prossimo tavolo istituzionale convocato a Palazzo Chigi nei primi giorni di settembre dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

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