Il settore ceramico italiano, eccellenza del Made in Italy, affronta un complesso dilemma nel suo percorso verso la sostenibilità. Classificato come comparto “hard to abate”, la sua decarbonizzazione è ostacolata da invalicabili limiti tecnologici: i processi produttivi ad altissima temperatura dipendono in modo ineludibile dal gas metano, poiché l’elettrificazione non rappresenta, allo stato attuale, un’alternativa industrialmente praticabile.

Di fronte a questo scenario, l’industria, attraverso Confindustria Ceramiche, avanza una richiesta precisa all’Unione Europea: l’adozione del principio di “neutralità tecnologica” e la concessione di deroghe nell’ambito del sistema ETS, analoghe a quelle già previste per altri settori energivori. L’obiettivo è salvaguardare la competitività sui mercati internazionali, minacciata da produttori extra-UE non soggetti ai medesimi vincoli ambientali.

Questo tema cruciale sarà al centro del convegno inaugurale di Cersaie 2025, che si preannuncia come un’arena strategica per il dialogo tra la filiera e le più alte cariche istituzionali, al fine di delineare un percorso di transizione che coniughi equità normativa, innovazione e tutela economica.

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