Nel cortile del collegio Santa Venera, in via Dafnica a Acireale, si è svolta la fiera del Made in Sicily, dedicata alla valorizzazione delle produzioni tipiche dell’isola, con un focus sull’artigianato e l’arte locali. Gli stand erano tuttavia esigui e la manifestazione — il cui titolo in inglese suonava incongruente — ha deluso le aspettative di maggiore partecipazione e spazio espositivo.

All’ingresso si percepiva un chiostro stranamente deserto: non si trattava dell’orario, come ha spiegato il novantenne fabbro e memoria storica della via, Vincenzo Caratozzolo, bensì di una scarsa affluenza generale. Tra gli espositori, ha colpito la presenza di Nancy, che, esponendo piccole statue, preferisce definirsi artista piuttosto che artigiana. Le sue opere ritraggono figure mitologiche — Adamo ed Eva, Atena, Polifemo, la maga Circe — e l’ultima creazione della mattina era il dio dei venti Eolo. I visitatori? Pochi, ha risposto lei con un gesto misurato.

Tra gli altri banchi, si segnalava una bancarella di prodotti in cera vegetale e uno spazio denominato “Cassatina”, dove oggetti modellati riproducevano le forme del celebre dolce palermitano; la riproduzione di Sant’Agata con i dettagli del martirio è stata la piccola “chicca” dell’allestimento.

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