
L’Italia accelera verso la mobilità elettrica, ma la transizione rischia di riprodurre o ampliare le disuguaglianze sociali. Gli incentivi legati al reddito e le differenze regionali favoriscono chi ha maggiore capacità economica, mentre famiglie con risorse limitate affrontano costi residui elevati, scarsa infrastruttura di ricarica e ostacoli nei condomìni.
Oltre all’acquisto privato, cruciali sono i trasporti pubblici e la logistica elettrificate, che generano benefici collettivi maggiori. Per una transizione realmente equa servono incentivi progressivi basati su ISEE e impatto ambientale, investimenti in rete di ricarica capillare, sostegno ai servizi condivisi (car sharing, flotte aziendali), coordinamento nazionale-regionale e misure di accompagnamento: formazione tecnica, semplificazioni burocratiche e politiche fiscali che promuovano comportamenti virtuosi.
Solo integrando sostenibilità, equità e pianificazione infrastrutturale la mobilità elettrica potrà diventare un’opportunità accessibile a tutti.
