Con un emendamento della Lega a prima firma Riccardo Molinari, la maggioranza ha inserito nel decreto Infrastrutture la norma che rinvia lo stop ai veicoli Euro 5 di un anno esatto, dal prossimo primo ottobre al primo ottobre del 2026. Matteo Salvini ne aveva fatto una sfida praticamente personale e la promessa fatta è stata mantenuta.
Non solo: lo stop verrà applicato in via prioritaria alla circolazione stradale nelle aree urbane dei Comuni con oltre 100.000 abitanti, anziché 30.000, e anche una volta superata la scadenza di ottobre del prossimo anno, alle Regioni interessate – Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – sarà data la possibilità di “compensare” con altre misure di contenimento le emissioni derivanti dal traffico auto. Secondo i dati Aci, le auto diesel Euro 5 circolanti in tutta Italia erano a fine del 2023 circa 3,7 milioni, pari a circa l’8,8% del parco auto totale. Solo nelle quattro Regioni del Nord, stima il Codacons, se ne contano 1,3 milioni. Ma ad essere interessate non sarebbero più tutte le città ma solo le medio-grandi, a partire da Milano, Torino e Bologna. La Lega plaude alla norma, con in testa proprio il ministro delle Infrastrutture che si dice “molto soddisfatto”, definendo il via libera all’emendamento “una scelta di buonsenso”. (Fonte: Ansa).
