
Governare nel contesto attuale, caratterizzato da continui mutamenti, implica non solo la risoluzione di problemi esistenti, ma anche la creazione di scenari futuri desiderabili. In questo ambito si inserisce l’approccio dell’anticipatory governance, che si rivela non solo utile, ma urgente. Con la conclusione del ciclo del PNRR, l’Italia si trova di fronte alla necessità di decidere come utilizzare le risorse residue e quale visione progettuale adottare per affrontare le transizioni in corso.
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale è diventata una questione di rilevanza pubblica, influenzando profondamente la democrazia e la legittimità istituzionale. La Pubblica Amministrazione deve ridefinire il proprio ruolo in un contesto in cui le tecnologie, spesso sviluppate in ambito privato, vengono integrate a livello istituzionale. Finora, sono stati adottati strumenti normativi e regolatori, come l’AI Act europeo e le linee guida nazionali, per affrontare le sfide poste dall’IA.
Tuttavia, tali strumenti operano “a valle” dello sviluppo tecnologico, cercando di contenere effetti già in atto. Questo porta a una asimmetria temporale tra innovazione e regolazione, come evidenziato dal dilemma di David Collingridge. Oggi, con l’IA e altre transizioni come la crisi ambientale e i cambiamenti demografici, è fondamentale ripensare il modo in cui le istituzioni pianificano e agiscono.
L’anticipatory governance propone un approccio proattivo, in cui il settore pubblico deve prevenire piuttosto che reagire. Questo concetto, già esplorato da Osborne e Gaebler nel 1992, si arricchisce con la visione di Blair Feltmate, che suggerisce di integrare foresight, partecipazione civica e capacità di risposta trasformativa nella governance pubblica.
L’anticipatory governance si articola in due percorsi principali: uno amministrativo, focalizzato su capacità organizzative e strumenti di analisi, e uno tecno-scientifico, che esplora le implicazioni etiche e sociali delle scelte tecnoscientifiche. Entrambi i percorsi convergono sull’importanza di un processo democratico di apprendimento istituzionale.
Riprendere l’approccio dell’anticipatory governance è urgente, poiché l’Italia deve decidere come affrontare le transizioni in corso. La Pubblica Amministrazione ha dimostrato capacità di apprendimento e coordinamento durante l’attuazione del PNRR, e ora è fondamentale trasformare queste esperienze in pratica ordinaria.
L’anticipatory governance può aiutare a colmare il divario tra tecnologia e valore pubblico, creare laboratori normativi e sviluppare spazi di ascolto e confronto con cittadini e stakeholder. È una sfida democratica che richiede la partecipazione attiva di tutti, non solo di esperti tecnici.
Governare i processi di trasformazione significa decidere insieme quale futuro rendere possibile. Il 2026 rappresenta un anno cruciale per le pubbliche amministrazioni, e vogliamo avviare un percorso di riflessione che ci porterà a FORUMPA 2026, un momento condiviso per immaginare e costruire il futuro del paese.
