Made in Italy 2030
Made in Italy 2030

 

Presentato a Villa Lubin a Roma, sede del CNEL, il documento “Made in Italy 2030”, frutto della consultazione pubblica avviata dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, delinea una strategia industriale innovativa. L’evento ha visto la partecipazione di esperti, stakeholder, rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni datoriali e sindacali. L’incontro, presieduto dal presidente del CNEL, prof. Renato Brunetta, e dal ministro delle Imprese, sen. Adolfo Urso, ha presentato le principali tematiche trattate nel rapporto. Urso ha sottolineato che il documento rappresenta una fotografia puntuale del sistema industriale italiano e le sfide nel nuovo contesto globale. Ha evidenziato la necessità di una visione strategica per affrontare le quattro transizioni chiave: demografica, geopolitica, digitale e green, richiedendo riforme europee coraggiose per una politica industriale comune. Secondo Brunetta, il Made in Italy va oltre un semplice marchio; è un ecosistema culturale, sociale e territoriale che richiede politiche di sviluppo e qualità. Ha riaffermato l’importanza della leale collaborazione tra istituzioni per aumentare produttività, coesione sociale, e occupazione giovanile e femminile. Il rapporto di 320 pagine esplora i punti di forza del sistema produttivo italiano, tra cui manifattura, eccellenze nel Made in Italy, e i settori emergenti come l’economia della salute e il turismo. Affronta anche criticità strutturali come investimenti in ricerca e sviluppo e frammentazione delle imprese. Infine, il documento propone una roadmap strategica verso il 2030 per rafforzare la competitività del paese e accompagnare le transizioni in atto, delineando chiare priorità e linee di politica industriale per il futuro.

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