Dario Duse, leader di AlixPartners per l’Italia e per l’EMEA Automotive Practice, esamina profondamente il legame tra Cina e il settore automotive, evidenziando gli effetti sull’aftermarket europeo. Non si parla di un’invasione, ma di una trasformazione strutturale che impatta direttamente sull’autoriparazione, sull’accesso ai dati e sui modelli di business post-vendita.

Il contesto attuale mostra volumi di mercato stagnanti, con previsioni di immatricolazione di automobili in Europa che si attestano a circa 18,3 milioni nel 2025. Tuttavia, cresce la presenza dei marchi cinesi, la cui quota passerà dal 9% nel 2025 al 13% entro il 2030. Le aziende locali stanno difendendo le loro posizioni e si prevede un riassetto normativo.

In fatto di veicoli elettrificati, la Cina si afferma come leader globale per i NEV (New Energy Vehicle), vantando costi inferiori e innovazione veloce. Le vetture cinesi, mediamente più nuove rispetto a quelle tradizionali, stanno conquistando rapidamente mercato.

Un elemento cruciale è l’emergere dei Software Defined Vehicle (SDV), che introducono architetture software flessibili permettendo aggiornamenti post-vendita. Questo cambiamento influisce notevolmente sull’aftermarket, dove l’accesso ai dati di veicoli diventa essenziale per le diagnosi.

Il mercato automotive cinese rimane il più grande al mondo, pur affrontando un rallentamento. La capacità produttiva, infatti, supera di gran lunga la domanda, mentre si prevede un consolidamento significativo nel settore.

Nell’aftermarket europeo, l’invecchiamento del parco veicoli porterà a una maggiore diffusione dei BEV (Battery Electric Vehicles), ma con una significativa riduzione dei costi di manutenzione, penalizzando i fornitori indipendenti. Le case automobilistiche si concentrano su soluzioni innovative come manutenzione predittiva e diagnosi remota, aumentando il valore delle officine autorizzate.

Infine, il futuro dell’aftermarket dipenderà in gran parte dalle regolamentazioni riguardo all’accesso ai dati, alla cybersecurity e agli aggiornamenti software. Senza misure che favoriscano la concorrenza, il mercato rimarrà dominato dai costruttori, mentre un approccio più liberale potrebbe permettere una crescita più equilibrata per l’aftermarket indipendente.

 

 

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