Made in Italy: dall’industria farmaceutica ai veicoli spaziali
Made in Italy: dall’industria farmaceutica ai veicoli spaziali

 

L’innovazione traina l’export del Centro Italia, con il Lazio in prima linea: nei primi sei mesi dell’anno ha sostenuto la crescita complessiva delle esportazioni italiane nonostante tensioni commerciali e protezionismi internazionali. L’elevata specializzazione nei settori ad alta tecnologia soprattutto farmaceutica, ICT e aerospazio ha prodotto aumenti a doppia cifra, affiancati da distretti forti come la ceramica di Civita Castellana e l’ortofrutta dell’agro-pontino.

Secondo l’Istat, l’aumento delle vendite di prodotti farmaceutici, chimico‑medicinali e botanici da Toscana, Lazio e Abruzzo ha spiegato 3,4 punti percentuali della crescita annua dell’export nazionale; un ulteriore punto è dipeso dall’incremento delle esportazioni di mezzi di trasporto (escluso il comparto auto) provenienti da Friuli VG, Lazio, Sicilia e Marche. Il Centro ha beneficiato anche delle vendite toscane di metalli di base, mentre il Lazio spicca per prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Nel dettaglio, il Lazio rappresenta circa un quarto del totale nazionale nel settore farmaceutico e chimico‑medicale, con esportazioni in aumento del 31,4% su base annua. L’aerospazio segna un balzo del 39,1%, gli apparecchi elettronici e gli articoli in pelle crescono del 11,9%, mentre la manifattura nel suo complesso registra un +19,7%; agricoltura +6,2%, e il settore legno (esclusi mobili) +28%.

Analisti e rapporti (tra cui Intesa Sanpaolo) evidenziano la capacità delle imprese laziali di sfruttare distretti specialistici e propensione all’export, con effetti positivi su fatturato, margini e occupazione. Nei primi tre mesi dell’anno le esportazioni laziali sono salite a 9,2 miliardi (da 7,8 miliardi un anno prima); il 2024 aveva già mostrato un forte balzo annuo, portando l’export regionale a 31,5 miliardi. Infine, il Lazio conferma un tessuto innovativo rilevante con circa 1.400 start‑up innovative (Roma conta 1.262), pari a 7 start‑up ogni 1.000 società di capitale, leggermente sotto la media nazionale (8,5‰).

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