L’agri wedding  dalle nozze in vigna o uliveto agli allestimenti con piante sostenibili e i nuovi fiori “da bere”  oggi vale oltre 300 milioni di euro e rappresenta una frontiera in crescita per il florovivaismo italiano. La stima è di Coldiretti e della Consulta florovivaistica, presentata all’apertura del Congresso nazionale del Fiore a Pompei e Castellammare di Stabia.

L’evento mette in luce innovazioni come l’uso di piante oltre ai fiori, materiali riciclabili, e soluzioni che danno una “seconda vita” agli addobbi. Crescono anche le proposte gastronomiche e mixology con fiori eduli e petali macerati per cocktail e aperitivi. Le nozze nelle aziende agricole valorizzano prodotti locali, sostenibilità e location immerse nella natura, rispondendo alla domanda per matrimoni green.

Uno sviluppo parallelo riguarda il ruolo delle piante nella salute: studi Coldiretti‑CNR mostrano riduzioni significative di CO2 e di polveri sottili (PM2.5) negli ambienti che le ospitano.

Il comparto registra numeri importanti: nel 2024 il florovivaismo ha raggiunto 3,3 miliardi di euro con 19.000 imprese su 30.000 ettari; l’export 2025 è stimato vicino a 1,3 miliardi (+4% sui primi nove mesi). Per sostenere la crescita, la Consulta propone misure su innovazione tecnologica, rafforzamento dell’export, promozione del Made in Italy, servizi personalizzati (wedding), marketing digitale, e formazione continua.

Lascia un commento