Le aziende del manifatturiero e delle filiere strategiche nazionali si confermano un motore occupazionale fondamentale. Entro il 2029 si stima l’ingresso di 900mila nuovi addetti, pari a un terzo della domanda complessiva di lavoro. La vera criticità risiede tuttavia nell’introvabilità dei profili, con picchi che superano il 55% delle ricerche totali, come rilevato dalle analisi di Unioncamere e Ministero del Lavoro.

Durante l’incontro “Competenze, Innovazione, Made in Italy”, il presidente Andrea Prete ha ribadito l’urgenza di investire in formazione continua e negli ITS Academy per favorire la trasformazione digitale e sostenibile, superando il mismatch professionale.

Le competenze più ricercate settore per settore

  • Meccatronica e robotica: forte richiesta di competenze meccanico-digitali per l’Industria 4.0 (difficoltà di reperimento al 55,2%).

  • Agroalimentare: alta domanda di esperti in tracciabilità, sostenibilità e digitalizzazione (mancanza di candidati nel 38,6% dei casi).

  • Legno, arredo e design: focalizzazione su competenze green e nuovi materiali (criticità al 55,8%).

  • Moda e tessile: ricerca di un connubio tra saper fare artigianale e tecnologie sostenibili (reperimento difficile al 55%).

  • Commercio e turismo: priorità a soft skills, lingue straniere e abilità digitali (difficoltà media al 45%).

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