Roma, 24 ottobre — L’APAMRI (Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana) celebra oggi la Giornata delle Nazioni Unite, una ricorrenza che ogni 24 ottobre rappresenta un momento di riflessione globale sui principi fondamentali di pace, cooperazione internazionale e tutela dei diritti umani.

Istituita nel 1947 per commemorare l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite avvenuta il 24 ottobre 1945, la giornata celebra la nascita ufficiale dell’ONU dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Il processo fondativo, iniziato il 25 aprile 1945 a San Francisco con la stesura della Carta da parte di 50 nazioni, portò alla ratifica da parte dei membri fondatori e alla successiva proclamazione ufficiale tramite la Risoluzione 168 (II) dell’Assemblea Generale. Nel 1971, con la Risoluzione 2782 (XXVI), la ricorrenza fu raccomandata come festività pubblica per rafforzarne il carattere universale.

La dichiarazione della Presidenza APAMRI

A margine delle celebrazioni, il Presidente di APAMRI, Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, ha dichiarato:

«In un momento storico caratterizzato da complesse sfide globali, la Giornata delle Nazioni Unite ci ricorda che la pace non è un evento statico, ma un processo continuo che richiede il contributo di ciascuno di noi. Riconoscere i valori dell’ONU significa rinnovare l’impegno verso il dialogo, la diplomazia e la centralità della persona.»

Ha fatto eco la dichiarazione del Segretario Generale di APAMRI, Commendatore Dott. Michele Grillo (Presidenza del Consiglio dei Ministri):

«L’ONU rappresenta da oltre ottant’anni il pilastro del multilateralismo e della difesa dei diritti fondamentali. L’Italia, da sempre protagonista nel contesto internazionale e sede di importanti agenzie come la FAO, continua a promuovere con convinzione i valori di sviluppo sostenibile, solidarietà e cooperazione tra i popoli che sono al centro dell’azione delle Nazioni Unite.»

Un percorso storico verso le sfide contemporanee

Nata dalle ceneri della guerra per prevenire conflitti futuri e tutelare le libertà fondamentali — poi solennemente sancite nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 —, l’ONU ha accompagnato le grandi trasformazioni della storia recente: dall’ingresso delle ex colonie negli anni ’50 e ’60 alle battaglie per la decolonizzazione negli anni ’70, fino all’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) nel nuovo millennio per contrastare il cambiamento climatico, le disuguaglianze e le pandemie.

Con la sua 81ª sessione dell’Assemblea Generale, avviata a settembre 2026, l’ONU pone al centro del dibattito internazionale il tema:

  • “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un’Organizzazione delle Nazioni Unite che consegue risultati a vantaggio di tutti” (“Restoring Trust, Managing Transformation: A United Nations That Delivers for All”).

In un mondo con 193 Stati membri, la celebrazione del 24 ottobre non è soltanto una commemorazione, ma un forte richiamo all’azione collettiva per costruire un futuro di stabilità, giustizia e prosperità condivisa.

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